Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

RELIQUIE
Il saio di Francesco d'Assisi
Il calice con patena
I lini di Jacopa dei Settesoli 
Il corno d'avorio
La Regola francescana 
Carta data a Frate Leone
La tunica bianca 
La pietra che faceva da guanciale al Santo nel sepolcro
La pietra che faceva da guanciale al Santo nel sepolcro

La pietra che faceva da guanciale al Santo nel sepolcro

C
on precisi ordini dei papi Eugenio IV (1442) e Sisto IV (1476), la cella memoriale contenente il sarcofago con le reliquie corporali del Santo, in tempi di feroci falde tra famiglie nobili di Assisi e Perugia, fu resa invulnerabile a malintenzionati e completamente inaccessibile a chiunque. Rimase ermeticamente chiusa fino al dicembre 1818, quando, sotto Pio VII, fu nuovamente liberata dalle pesanti strutture in piena muratura, permettendo anche una ricognizione del corpo del Santo da parte dell’episcopato umbro, assistito da esperti medici e archeologi romani e locali.
La pietra rinvenuta faceva da guanciale al capo del Santo, giacente definitivamente nel sepolcro in questa basilica dal 1230.
Nel sarcofago vennero trovate anche le undici monete d’argento esposte, coniate a Lucca, alla fine del XII secolo, dalla zecca al servizio di Ottone IV. Risultano essere identiche a quelle trovate, contemporaneamente, nel sepolcro di San Marco a Venezia; esse rivelano il tempo oltre che della nascita anche quello della morte e sepoltura del Poverello, confermando l’autenticità sia dell’eminente defunto come del suo Sepolcro glorioso. Alla base della statuina-reliquiario di San Francesco sono altre reliquie minuscole, sistemate intorno ad un’ampollina contenente ceneri del corpo del Santo, prelevate nella ricognizione del 1818.



 
 



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